Cosa potrà mai dire una colonna ionica ad una cariatide?
Posted by AlbertoCampiPhoto on 20th October 2009
Questa domanda mi rimbalza nelle testa da qualche giorno. Sono stato al British Museum tre volte, e ho visto solo una minima parte dei tesori che vi dimorano. E’ impossibile non rimanere affascinati dalla classicheggiante facciata o dall’interna moderna piazza coperta, nè tantomeno dalle ricchezze che può vantare nelle sale. Statue, templi interi, gioielli, ceramiche, armi, mummie, i fregi originali del Partenone e persino la Stele di Rosetta a cui è impossibile avvicinarsi poichè tutti i suoi fans devono avere una foto con lei. Obbligatoriamente con flash e riflesso della vetrina che la protegge. Un’immagine ricordo che mostrerà un sasso nero da indicare su un monitor. Un’immagine che da sola non racconterà nulla… se non la folla che circonda un pezzo di basalto. Provate ad immaginare per un secondo quello che ha provato il vecchio Champolion quando traducendo le iscrizioni capì di aver in mano la chiave di interpretazione della storia egizia!
Le mie visite mi hanno portato attraverso stanze, corridoi, gallerie, scale, un immenso labirinto in cui è facile perdersi. Amo perdermi in questi posti, e quando sono stufo ritrovare me stesso sulla mappa che ho in tasca. Mi sono fermato a prendere fiato dietro la sesta cariatide del tempio Eretteo. Qui una domanda mi è sorta accompagnata da un velo di angoscia: non è un po’assurdo dover andare a Londra per “vedere il Partenone”?
Centinaia di anni di GRANDE BRETAGNA hanno fatto confluire al British Museum pezzi di mondo! Questo con amore gli ha accolti, studiandoli, coccolandoli, restaurandoli e rendendoli fruibili al mondo, non senza ambizione e superbia! Per fortuna che nei secoli tutti questi immensi tesori sono stati custoditi qui. Rabbrividisco al solo pensiero che tutto questo abbia rischiato di cadere nelle mani di qualche bottegaio\archeologo o peggio distrutto dalla spietata ignoranza umana; ciò nonostante una certa tristezza mi è restata nell’animo.
Ammirare quella Cariatide solitaria che sorregge una balaustra musearia, in un angolo, con lo sguardo rivolto verso una colonna dorica e una parete bianca con una foto di “casa” non mi ha fatto sorridere. Sul panneggio delle vesti e sul suo volto si leggono i duemila anni di vita passati sotto il sole infuocato di Grecia in balia delle carezze del meltemi. Oggi sopravvive al coperto, illuminata attraverso un vetrata da cui fanno capolino i pallidi raggi di sole londinesi. Una possibilità di vita eterna? Un esilio senza fine? Niente più vestali o sacerdoti, solo migliaia di umidi visitatori in terra inglese.
Chissà se Ella vive nella speranza di poter essere nuovamente avvolta dai profumi del cisto, del mirto, dell’erica, del rosmarino e del ginepro arsi dal sole che splende nel terso cielo blu dell’Attica?
Info:
Nuovo museo dell’Acropoli di Atene “GRECIA”: www.theacropolismuseum.gr
British Museum: www.britishmuseum.org
Tags: Architettura, London, Museo, People in museums, Storie
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