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Something about photography

Tampere – Mare Artico part 1

Posted by AlbertoCampiPhoto on 19th March 2010

Si parte, abbandoniamo Tampere a bordo della nostra macchina color neve… l’ago della bussola indica Nord… ovviamente… ma guarda caso coincide con la nostra rotta….

E75 – 67°50’19.05″ N; 26°43’14.09″ E – Lapponia (Fin) 10 March 2010

Siamo in quattro io, Francesca, Sandra una ragazza di Nizza e MartinO, austriaco… una doppia coppia… mancava poco che facessimo un full “ahahaha”

Viaggiamo sotto un cielo grigiastro accompagnati da qualche fiocco di neve, ci dirigiamo prima leggermente verso Est per raggiungere Jyväskylä, da lì ininterrottamente verso Nord, sfioriamo la grande pianura dei laghi, e ci immergiamo nelle immense foreste della taiga Finlandese: betulle, larici e pini non si riescono a contare. Filiamo velocemente fino a Kemi, la E75 è abbastanza scura, l’asfalto nero non è completamente coperto dal ghiaccio, ma appena ci si infila in una strada secondaria la questione cambia radicalmente… il limite di velocità è estenuante… 80 km/h con centinaia di Radar…

Occhio al ghiaccio! Rovaniemi (Fin) 09 March 2010

La prima sosta è al castello di ghiaccio a Kemi, il prezzo proibitivo per ciò che sembrerebbe un effimera costruzione ci dissuade dalla visita del suo interno, e ci godiamo il nostro primo tramonto sul golfo di Botnia, naturalmente ghiacciato!!! In serata arriviamo a casa del CouchSurfer polacco che ci ospiterà: Adam. Cuciniamo una buona pasta al pesto e la serata corre veloce tra chiacchiere e aneddoti…

Torre di osservazione. Rovaniemi (Fin) 09 March 2010

Al nostro risveglio il cielo azzurro ci regala un bel sole, ci addentriamo nella foresta fino alla sommità di una collina, e da lì  in cima alla torre d’osservazione… le case della città di Babbo Natale si fanno timidamente spazio nella foresta e lungo le rive il fiume Kemijoki.

Strada di Rovaniemi (Fin) 09 March 2009

Rovaniemi non è nulla di speciale, la sua aura di magicità natal-artica è sicuramente spropositata, con picchi di perversione e paranoia durante i mesi prenatalizi. Dedichiamo la mattina al Museo dell’Artico (Arktikum), un edificio affascinante con il suo lungo tunnel vetrato di 172m che si affaccia sul più grande fiume della Scandinavia, che un po’ infastidito dalla presenza della struttura tenta ogni primavera di portarla con se verso il mare.

Particolare della struttura dell’Arktikum. Architetti Birch-Bonderup & Thorup-Waade – Rovaniemi (Fin) March 2010

Un museo che illustra in maniera esaustiva e ammaliante la complessità dell’area Artica: dai problemi ambientali alla seconda guerra mondiale, dalle musiche del popolo Sami alla formazione dei fiocchi di neve… interessantissimo, altro che Santa Village…

McDonald di Rovaniemi (Fin) 09 March 2010

Una veloce visita alla fabbrica di coltelli Marttini non poteva mancare… il Leuku, coltello tradizionale lappone, è un elemento caratteristico, non poteva non essere studiato…

L’arrivederci alla città lo diamo dedicando un’oretta all’avvolgente Regional Library of Lapland di Alvar Aalto, solo chi ha provato a entrare in una biblioteca finlandese può capire cosa significhi perdersi in un paradiso librario a portata di mano.

Regional Library of Lapland di Alvar Aalto. Rovaniemi (Fin) 09 March 2010

Varchiamo il Circolo Polare Artico cavalcando la E75.

NOTA BENE: Il Santa Village con il cartello Napapijri è 500m più a sud del Circolo Polare Artico, e ben 2,4 km prima del reale punto in cui la strada E75 e il circolo si incrociano!

La notte la passiamo poco a sud di Sodankylä a casa di Adam un CS canadese, Fisico che lavora come camionista in estate e guida del posto in inverno, un bel personaggio! La sua casa è praticamente in mezzo al nulla, quattro pareti in legno e un tetto, una casa in perpetua costruzione che probabilmente non verrà mai terminata, una semplice e confortevole barriera che ci protegge dal freddo polare…

Orso Polare bussa alla nostra finestra?? ArtiKum, Rovaniemi (Fin) 09 March 2010

…un thé allo zenzero e un paio di tazze di caffè alla turca scaldate su un fornello a petrolio in mezzo al piacevole disordine di sacchi a pelo, arnesi da cantiere, scarpe, ciaspole e sci mi fa realmente sentire a casa per la prima volta da quando sono in Finlandia!

contatti msn

…vi aspettavate i colori artici?…              …continua…

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Codardia o Dignità?

Posted by AlbertoCampiPhoto on 3rd December 2009

Chi mi conosce sa che sono anni che voglio emigrare, viaggiare e conoscere il mondo, vedere le cose con i miei occhi.

Il Brut. Carnevale di Schignano, personaggio legato alla figura dell'emigrante con valiga carica di sogni. Schignano (Co) Feb 2007

Ho deciso alcuni anni fa di intraprendere la carriera di fotoreporter. Sapevo che sarebbe stata dura, molto dura, così ho deciso di imparare altri mestieri che sarebbero stati utili ovunque nel mondo, come il muratore e il pizzaiolo. Ho lavorato sodo come pizzaiolo, ho ottenuto grazie alla mia costanza e grazie a ottimi insegnanti grandi risultati, riuscendo a mantenermi senza gravare troppo sull’economia familiare ed essere indipendente. I miei capi che conoscendomi bene sapevano i miei piani, nonostante tutto hanno investito tempo e denaro nella mia formazione; da parte mia hanno sempre ricevuto lealtà, professionalità e sacrificio.

E’ arrivato il giorno della scelta: aprire una mia pizzeria e continuare la sicura strada dell’arte della pizza, o dedicarmi a tempo pieno alla fotografia. Quel giorno ho deciso. FOTOREPORTER. Erano anni che studiavo, che facevo i miei lavori fotografici tra una pizza e l’altra, mi piaceva contare… una pizza fatta e venduta… una foto che posso scattare e stampare… anni a mettere via i soldi per comprare tutta l’attrezzatura, anni in cui mi sono concesso poco… ho rinunciato alla passione per la moto, le vacanze erano quasi inesistenti e prendevo le ferie solo per fare qualche servizio fotografico. Non mi sento assolutamente un eroe, ho fatto una cosa per me istintiva e normale, sono contento dei sacrifici che ho fatto e se tornassi indietro senza dubbio li rifarei.

Ho rassegnato le mie dimissioni con coscienza, sono salpato dal porto della paga sicura e sempre puntualissima, lasciando una professione remunerativa che amavo per seguire la rotta di fotografo nomade e precario. Sapevo già che in Italia i miei progetti sarebbero stati molto difficili da realizzare ma comunque ci ho provato. Con altri amici ho creato l’Olivia Photo Factory e alcuni lavori importanti sono arrivati, devo ammetterlo. Ma ora non ce la faccio proprio più, sono stufo di proporre i miei lavori a giornali e riviste SENZA OTTENERE UNA MINIMA RISPOSTA, neanche un commento, neanche una riga del tipo: “Per favore la smetta di proporci materiale, perché non cambia lavoro lei è un deficiente!”, NIENTE solo silenzio perpetuo.

Non è tutto negativo… grazie a “conoscenze” arrivano alcune proposte interessanti, ma a lavoro finito, approvato e pubblicato, non vi dico le guerre per raccattare il compenso dovuto. Penso che il concetto di lavoro GRATIS e fatto MALE sia la base dell’economia italiana nel mio settore oggi.

Una domanda non mi fa dormire la notte: perché per lavorare devo conoscere persone importanti, perché devo essere raccomandato per poter essere ricevuto e ascoltato? Forse sarà così anche all’estero… …ma per quel poco che ho visto nelle mie esperienze non è proprio e solamente così… un esempio stupido: nelle altre nazioni mi è capitato di vedere incontri PUBBLICI organizzati da PhotoEditor di importantissime testate e da galleristi per fotografi emergenti… impensabile dalle nostre parti.

Quando lavoravo nella ristorazione tantissime delle persone che mi chiedevano che lavoro facessi, alla mia risposta carica di entusiasmo e passione “IL PIZZAIOLO” rispondevano con un “POVERINO”. Non ho mai voluto capire bene la motivazione di questa risposta perché ho sempre dovuto trattenere l’ira della mia reazione!

Oggi alla stessa domanda rispondo a denti stretti “IL FOTOREPORTER”. I commenti sono questi: “ahhh come Corona”; “ok fai il paparazzo”; “ti apposti con un cannonne e fai 4 foto alle persone giuste e sei a posto”… forse la gente che incontro io ha la capacità cerebrale di un pollo… questi commenti però li ho sentiti solo da Italiani… appena si esce dai nostri confini, le cose cambiano radicalmente. La professione di pizzaiolo è addirittura venerata e quella di fotoreporter è accompagnata la maggior parte delle volte da frasi come ”GREAT!!!” o magari “Fuck, yours is the best job in the world!”; “You are a journalist!” forse espressioni anche troppo esagerate ma che comunque fanno riflettere!

Oggi, la decisione è presa, sono stufo, sono spompato e soprattutto non vedo prospettive per me qui, non riesco a SOPRAVVIVERE, me ne vado, emigro. La bussola è girata verso nord: Finlandia, un posto freddo, una delle pochissime nazioni in cui il settore editoriale non è in crisi, dove la vita “COSTA CARA” ma un affitto per una casa me lo posso ancora permettere. Non sarà facile, non ho mai avuto paura di fare fatica, forse un passo alla volta avrò la possibilità arrivare da qualche parte senza la spinta di nessuno. Non ce la faccio più a parlare con persone che mi dicono che non riescono a trovare un dannato lavoro in regola, con una busta paga minima per sopravvivere, troppe persone sottopagate, sfruttate, violentate intellettualmente. Ho paura del fatto che persone di 30 anni debbano ancora in qualche modo dipendere dai sacrifici fatti dai loro genitori tanti anni prima.

Perché questa nostra generazione in Italia non riesce a fare nulla senza l’aiuto della Famiglia?

Andarsene vuol dire non combattere, forse, ma come faccio a combattere se non riesco a sopravvivere?

Abbandono la Lombardia, quella che alcuni chiamano motore dell’Italia… bè questo motore penso sia da rifare, dalla testa alle bronzine, non so voi, ma io vedo capannoni nuovi e vuoti, banche, agenzie immobiliari, rivenditori di auto usate, centri commerciali,… a questo motore mancano i pistoni, qui abbiamo solo delle cromature e della radica per impreziosire gli interni!

Negli anni 70 mia mamma emigrò dalla Calabria al Nord Italia… Nel 2010 io continuerò in quella direzione solo su scala europea: dall’Italia al nord Europa… è proprio vero noi Italiani siamo stati, siamo e saremo EMIGRANTI!

Godetevi l’Italia dei potenti, io sono Nessuno, quindi se Nessuno se ne sta andando non potete accusarlo di codardia!

Grazie Signor PIER LUIGI CELLI per avermi offerto lo spunto per concretizzare  in questo post l’oggetto di tante discussioni.

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Lettera a un amico

Posted by AlbertoCampiPhoto on 25th November 2009

Devo assolutamente andare in bagno!”

I fari indicano la rotta, ma sei tu che devi seguirla! Helsinki, Susissari, Nov 2009.

Quante cose sono cambiate durante il corso di questo 2009. Per me è stato un anno ricco di avventure e grandi cambiamenti. Mi sono trovato a dover prendere non poche decisioni, alcune delle quali hanno sconvolto la mia vita. Ogni passo che ho compiuto è stato frutto di lunghi ragionamenti, discussioni e tante notti insonni. Tutti inseguiamo dei sogni, ho sempre pensato che qualsiasi sogno sia realizzabile se solo lo si voglia veramente. L’importante è essere onesti con se stessi. Solo noi stessi sappiamo se realmente abbiamo fatto tutto ciò che ci era possibile per aprirci la strada che vogliamo seguire.

Pigrizia, paura e angoscia sono grandi nemiche.

Entusiasmo, fermezza e ragionamento i segreti per la vittoria.

La delusione fa parte del gioco, e forse è addirittura ciò che riesce a non frenarti e che ti offre quella carica necessaria per ricominciare meglio di prima.

Una metafora calcistica che detta da me può suonare un po’ strana potrebbe semplificare il discorso:

“Una persona sogna per tutta la vita di giocare in attacco, e invece lo sbattono in porta, o peggio in panchina a fare da riserva.”

Può succedere.

Ciò che non si deve fare: è essere a pisciare nel momento in cui l’allenatore ti chiama per andare a sostituire l’attaccante. Questa è l’OCCASIONE, quella della vita, non ce ne saranno altre, sfruttala, non aver paura di sbagliare, andrà come andrà.

Pensare, rischiare e decidere, è qui che si vede se si è dei grandi uomini o dei semplici esseri che consumano ossigeno.

Se non vuoi ascoltare me, allora segui le indicazioni del tuo dannato TiMtOm… butta dentro questi strani numeri e fai quello che ti dice: 31°57’08” S  115°51’32”E .

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